Archivio mensile:maggio 2014

iSSD

Oggi finalmente il mio MacBook Pro 13″ mid 2009 (per gli amici: Pippo) ha ricevuto un drive a stato solido come da tempo programmato.

I piani originali prevedevano l’adozione di una plancia da montare al posto del masterizzatore in cui alloggiare un secondo disco poiché ho necessità di avere parecchio spazio per le foto che scarico dalla reflex, ma le cose sono andate meglio del previsto.
Mentre mi informavo sulle procedure, sulle difficoltà dell’intervento radicale richiesto da kit come quello dell’optibay, i dubbi aumentavano sempre di più, dal solo SSD ero giunto alla conclusione di dover prendere anche in altro HD a piatti rotanti per poter abilitare la modalità Fusion drive, poi sono arrivati dubbi sulla bontà di questa soluzione con dati che vengono spostati spesso da un drive all’altro, logorando quello a stato solido per nulla, poi i dubbi su dove mettere i due drive visto che il masterizzatore è molto vicino a uno dei punti caldi del portatile, insomma molti dubbi che si univano all’unica certezza di una spesa importante da non sbagliare.

Mi procuro un kit per riparazioni professionale da iFixit per evitare di friggere le schede toccandole maldestramente con le dita grosse che mi ritrovo, un bel giorno mi ritrovo a parlare di prezzi di SSD su Facebook e mi viene lo schiribizzo di controllare i miei soliti siti di e-commerce informatico. Scopro che nel mio budget (350€ max per SSD e 100-150€ per l’altro disco più optibay) adesso trovo anche dischi SSD di capacità adeguata e così mi sono buttato su un Crucial M500 da 960GB20140513-195423.jpg. Nel frattempo che il prezioso oggettino giungesse nelle mie mani mi sono informato su TRIM e OS X, firmware SSD da aggiornare e, ancora più importante, LA scelta: clonazione del disco di sistema o ripristino da TimeMachine?

La prima questione viene risolta da Trim Enabler, piccola utility che per 10$ ti fa anche le ottimizzazioni ad hoc al portatile (come lo spegnimento del sensore di movimento, inutile con un SSD); tutto perchè Apple abilità il Trim solo per i dischi marchiati Apple, il firmware nuovo da installare sul disco ha proprio una patch specifica per il mio modello, quindi va fatta assolutamente, ma convincere il firmware a mettersi su una chiavetta è stato impossibile, si opta quindi per un CD masterizzato appositamente per i pochi mega di DOS e firmware, da installare prima di OSX. L’ultimo punto dipende dalla tempistica e dalla necessità di usare o meno il portatile nel frattempo, inoltre serve un’altra applicazione per la clonazione maggiormente compatibile con l’ultimo OS X.

Domenica, durante l’ultimo backup di TimeMachine il disco di backup si sconnette per motivi ignoti mandando tutto all’aria, oggi finalmente il disco arriva ma devo rimettere prima in pista il disco verificandolo con l’apposita utility di OS X, la procedura prende tempo, decido di muovermi verso la clonazione e scarico il software SuperDuper, gratuito per le semplici clonazioni, a pagamento se si vogliono funzioni evolute, monto il nuovo in una scocca esterna USB2 e mi accingo alla clonazione che però porta troppo tempo e il portatile resterebbe comunque inutilizzato, ritorno verso la “via” TimeMachine, visto che il disco aveva fatto diversi backup ed era aggiornatissimo a dieci minuti prima dell’avvio della clonazione; faccio solo un test di avvio dalla chiavetta con su Mavericks che avevo creato qualche mese fa, dopo il rilascio di OS X 10.9.2. Tutto a posto!

Chiudo lo schermo, prendo il set di cacciaviti iFixit e apro il fondo del portatile, rimuovo il fermo del disco fisso lo prendo delicatamente in mano e stacco il connettore SATA… notato nulla? NON AVEVO SPENTO IL PORTATILE!!! In fretta rimonto il disco, prendo la placca di alluminio che sta sul fondo, l’appoggio senza fissarla con le viti, giro il tutto sulle mie ginocchia, apro il laptop e lo spengo, constatando che OS X non si era accorto di nulla. (Chiunque sia quello che ha progettato lo stop dei Mac: GRAZIE!) Monto finalmente il disco, richiudo tutto e vado a recuperare il CD-ROM su cui avevo masterizzato l’utilità per flashare l’SSD con il nuovo Firmware, due volte il giro della procedura di boot perché l’EFI fa il permaloso, parte il CD-ROM, fa tutto lui visto che rileva solo un disco aggiornabile e invece di 30 o 60 secondi ce ne impiega almeno 120, facendomi sudare freddo.

Nel momento in cui sto scrivendo il sistema è in ripristino e ci dovrebbero volere ancora tre ore, dovrei pubblicare questo post proprio dal mio MacBook rivitalizzato domani, dopo aver corretto tutto sull’interfaccia web di WordPress, visto che quello della app fa ancora cagare.

THE DAY AFTER Mac ripristinato con ampio anticipo sui tempi previsti, il post ripristino è un po’ schizofrenico perchè OS X deve riscrivere tutta una serie di file e l’accelerazione è appena percepibile, al momento le applicazioni partono al volo poi “si fermano a rifletere”. Di certo no ho lo spunto che avrebbe su un MacBook di due anni più giovane , il mio bus è esattamente la metà della banda massima utilizzabile dal disco.

OS X SSD

(Social)Fotografia del nuovo millennio

Willow_red_eyesRicordo, quando ho cominciato ad armeggiare con la prima reflex, le foto di chi con una banale punta e clicca faceva foto bellissime, qualche sbavatura nell’esposizione, magari, ma inquadrature coi terzi, magari pure in bianco e nero, io invece sembravo un pivellino in groppa a un cavallo selvaggio, il mio obbiettivo di allora era di superare quelle foto anche in versatilità. Dopo anni, passato al digitale ma senza cambiare di molto la mia tecnica, ho raggiunto quell’obbiettivo, sbaglio poche foto, l’asticella da superare è decisamente più alta rispetto a quella di allora ma, guardando le foto delle macchinette di allora, e le mie mi rendo conto che in generale la tendenza è stata involutiva.

Se prima con la pellicola si ponderava ogni scatto, adesso si scatta quasi senza riflettere, ma se prima le macchinette le trovavi nel fustino del detersivo, adesso le vendono con i cellulari e sono, in alcuni casi molto vicini alle compatte DOC, a complicare le cose ci hanno pensato i social network che hanno veicolato mode stupide (gli autoscatti, ad esempio, esistevano anche prima, solo che ne facevamo meno perché in tre “selfie” su quattro si ha un’espressione beota) e errori che stanno diventando consuetudine.

Quando ho cominciato a postare le mie foto su Flickr (a proposito, ci siamo trasferiti qui), si andava a caccia di scatti altrui da preferire e da studiare passando in rassegna i dati EXIF, così ho saputo cosa migliorare e dove sbagliavo, dopo dieci anni, se sono migliorato lo devo anche a quelle foto. Con Facebook e Instagram invece si disimpara. Instagram ha sdoganato il selfie AKA Autoscatto compulsivo e l’abuso dei filtri che spesso rovinano ciò che miglioravano quando le “macchinette” incluse nei cellulari erano appena sufficienti e allora veniva comodo poter correggere una dominanza cromatica con un bianco e nero o esasperando una dominanza opposta. Oggi ho fatto un giro su Instagram e anche profili professionali che aprono ai selfie delle modelle sono stati invasi da foto color vomito post sbronza. Su Facebook mi sono imbattuto spesso in foto fatte male (su Flickr ci si scambiava spesso le opinioni su inquadrature più incisive o prospettive sballate) che avevano sotto il plauso di amici e parenti, in quel caso taccio imbarazzato io per loro (lo so, non è normale, ma ho quel genere di schiettezza che se una cosa non mi piace non riesco a nasconderlo). Se invce vi recapito la foto “corretta”, tranquilli, siete tra quelli che considero “punta e clicca digitali” e solitamente sistemo i limiti del dispositivo che ha generato la foto (contrasto migliorato, rumore del sensore, flash sparato).

Fuori dalla discussione, ma solo perché non faccio abitualmente video, quelli che si ostinano a filmare col cellulare in verticale: vi prego, piantatela, tra dieci anni vorrete non averli mai fatti!

Se avete qualcosa da aggiungere o da (ri)dire i commenti qua sotto sono a vostra disposizione.

CIRIPIRIPì!