Archivio mensile:novembre 2014

Buona camicia a tutti

Succede che si va davvero dove mai nessuno è mai giunto prima e la solita stampa generalista guarda il dito che indica la cometa, anzi peggio si guarda alla camicia di chi indica la cometa, la cometa non esiste più esiste una camicia sessista, le pinup nel 2014 sono diventate un simbolo di sessismo. Vi spiego perchè non la vedo così

Innanzi tutto un oggetto non può essere sessista, ma può essere usato in un contasto che si possa connotare come sessista. Una conferenza stampa dedicata all’evento scientifico dell’anno direi che non rientra in un contesto del genere, si potrebbe solo obbiettare che magari fosse un po’ troppo casual (ma, cazzo, ha appena fatto atterrare un coso grande come un frigorifero su una cometa, chi se ne frega se lo ha fatto in mutande ed “ha risposto al citofono” come si trovava, aveva altro per la testa, capitelo! Soprattutto capite ciò che vi sta dicendo o, evitate di andare a certe conferenze stampa senza averne le competenze).

Viene montata tutta una polemica: la camicia sarebbe sessista. Sulla camicia ci sono pinup, non conoscete chi la indossa e non sapete se ha idee sessiste, l’unica cosa che mi dice quella camicia è che probabilmente è eterosessuale., non ho mai visto simili esternazioni verso Playboy, rivista apertamente maschilista che usa le pinup in modo sessista dichiaratamente (se mostri solo donne nude su una rivista orientata al solo pubblico maschile, e se non ci credete leggete certi articoli e ditemi che non è così).

Questa è la mia posizione, credo che sia logicamente condivisibile, non credo di aver detto chissà quale verità eppure ne ho lette di tutti i colori tutti a dire cosa offende la sensazione (comune?) della discriminazione sessuale. In realtà tutto è relativo, a una cultura, alla propria educazione, al proprio pensiero. la discriminazione la fa chi discrimina attivamente non un oggetto che si richiama a un richiamo sensuale, sì, ma largamente condiviso tra i due sessi (andate su Google immagini e cercate Tom Hiddleston, contate le foto in cui non è nudo). Aggiungo è più sessista quella camicia o un calendario con foto anche sexy di pallavoliste? Non hanno la divisa e non sono riprese in atti agonistici sotto rete o a mezz’aria mentre schiacciano o murano un attacco avversario, si mostrano come donne, ammiccano, ma non mi sogno di definire sessista un calendario, perchè le donne fanno ANCHE questo (magari in privato e per un solo paio di occhi alla volta 🙂 ). ALLORA PERCHè TANTO CASINO PER DELLE PINUP SU UNA CAMICIA?

I Android

images– Scusa, tu che ne capisci, ho il cellulare che non funziona, mi dici perchè?

  • Quale iPhone hai?

  • No, che iPhone, ho questo! – E mi presenta uno smartphone Android.

  • Ma io Android non ce l’ho, almeno mi sai dire che versione hai?

  • Versione? Di latino? AHAHAH!

Io aggrotto le sopracciglia per far capire che non m’ha fatto ridere nemmeno un po’

  • Almeno sai che cosa NON funziona?

… E qui le storie che hanno in comune questo incipit divergono. se l’individuo umanoforme che ho davanti gode delle mie simpative entro in geek mode e comincio a spippolare nelle impostazioni del telefono per cominciare ad orientarmi, altrimenti dichiaro la mia non cosocenza dell’accrocchio e, se marchiato da Samsung, propongo come soluzione la sostituzione con equivalente LG o Motorola.

Io non odio Android, per carità, è Samsung che non ho mai sopportato.

Qualcuno poi cominciava ad allargarsi:- Scusa ma mi fai cercare una cosa sul tuo iPad?

  • L’altro ieri per lo stesso motivo mi hai chiesto la password del Wi-Fi e ti ho accontentato, il cellulare ce l’hai, no?

  • Si ma ha lo schermo piccolo! (era un 4s)

Mo basta certi dispositivi sono personali, mi chiedi in prestito il fazzoletto? No, e ci credo visto che ci ho appena scaricato dentro il contenuto di due seni nasali. Attivare la modalità anonima sul browser? Ti guardano male perchè “non ti fidi”

Insomma, complice un’offertona su Saldi Privati ho comprato un tablettino Android, così almeno KitKat lo conosco bene, ho una piattaforma alternativa a iOS e posso usare la modalità multiutente così posso dire di offrire il tablet di cortesia.

La scelta è fatalmente cascata su un Asus Transformer pad Wi-Fi, motorizzato Intel ed equipaggiato con Android 4.4.2, il colore purtroppo è il bianco, la cover l’ho dovuta ordinare sul solito Amazon, ce l’ho in mano da quattro giorni e già sono emerse alcune magagne insieme ai pregi.

Android, come dicevo sopra lo conoscevo indirettamente tramite i soliti utonti che mi affidavano smartfone e tablet da rimettere in piedi. stavolta il niubbo sono io, ergo bisogna rimboccarsi le maniche e capire come si fanno le cose in casa Google.

Primo giorno dedicato all’approvvigionamento app e all’acquisto di una schedina microSD di capienza adeguata per venire incontro alle ridotte capacità mnemoniche del tablet acquistato (16GB), non scarico giochi e app ciccione, ce le ho sull’iPad, unica deroga data alle app librarie che ho anche su iPad perchè possono sempre servire, scarico le app per la ricevitoria e BUM primo intoppo con la filosofia Android. seguendo Play Store becco una fake dell’app Match-point, per trovare quella ufficiale devo andare sul sito preposto e scaricarla da là off-market, metodo meno sicuro, responsabilità più del committente che dello sviluppatore e di Google, ma l’utente rischia per una cavolata.

Mi serve la possibilità di ottenere lo screenshot, apriti cielo devo scoprirlo su Google che la combo cambia da dispositivo a dispositivo, io credevo che dipoendesse solo dalla versione di Android con poche eccezioni dovuto alla presenza o meno di pulsanti  a sfiornamento, invece bisogna ricorrere a San Google, o sperare nella facilità di raggiungimento dell’opzione (grazie Asus).

Altri punti positivi o negativi? No bene o male iOS e Android si equivalgono, l’architettura Intel, più performante rispetto ad ARM non consente di far confronti con l’iPad, il tablet è reattivo ma di far gare di velocità non mi è mai interessato per cui se sia o no più veloce o più lento di qualche secondo non me ne frega molto. Non noto differenze sostanziali.

L’hardware esterno però perde nei confronti di Apple e anche nei confronti del Tab 2 che ho avuto modo di usare (e flashare) in precedenza perde un po’. la scocca è plasticosa come i nonni EeePC, che non ho mai potuto digerire, il peso è importante, l’air che ha la scocca in metallo è molto più leggero, per esempio, la batteria ci mette un secolo a caricarsi, ma il cavo ci collegamento e ricarica è un microUSB e non è poco, anzi!

BAsta questo a farmi altare il fosso? Manco per niente. Android la valuto ancora come “alternativa”, ma preferisco spendere per avere assistenza, aggiornamenti, e app certe.

Illimitatamente Kindle

sonyebookSia chiaro che io non condivido la politica di Amazon Kindle in fatto di chiusura di piattaforma (spinge il suo formato dandoti il lettore a bassissimo costo ma generando una forte dipendenza dal proprio portale. Apple al confronto è un principiante) ma non trovo giusto darle addosso più dle necessario, così mi trovo a ragionare qui su alcune delle critiche che ho sentito sul nuovo servizio Kindle Unlimited.

Di che parliamo? di un servizio di lettura illimitata ad abbonamento mensile. si legge dalle condizioni d’uso:

Il Programma

L’iscrizione a Kindle Unlimited ti consente di leggere gli eBook Kindle compresi in una determinata lista di titoli, per un numero illimitato di volte durante il periodo di iscrizione al programma. Potremo di volta in volta aggiungere o rimuovere titoli dal programma e non garantiamo la disponibilità di titoli specifici, né il numero minimo di titoli disponibili. Al momento, il programma è disponibile solo per i clienti residenti in Italia, San Marino, Svizzera e Città del Vaticano. In caso di cancellazione dell’iscrizione, non ti sarà più possibile accedere ai titoli selezionati nell’ambito del programma.

Quindi facciamo il caso che io abbia un Kindle (ho le relative app per iOS e Mac) posso aggiungere quesot abbonamento, e i libri verrebbero marcati come acquistati o scaricati da leggere col programma Unlimited appena smettessi di pagare l’abbonamento, Amazon mi eliminerebbe libri e note da tutti i miei dispositivi collegati all’account, mi lascerebbe i titoli acquistati sempre che non siano stati modificati. Non ho idea di come lavori il backup del Kindle se restituisce i libri con o senza DRM ma con formato leggibile o mi presenta un’accozzaglia di dati cifrati, ma se volessi piratarli esistono strade più comode (al solito le scomodità ce le hanno solo i “fessi” che pagano, categoria cui mi onoro di appartenere). Un aumento della pirateria collegato al servizio direi che è risibile, pari a quella che sarebbe generata dall’abbandono del DRM.

Veniamo ai presunti costi che per molti sono bassi: “Per 120€ all’anno posso leggere tutto quello che voglio!” dicono alcuni. “Tutto” però è relativo alla quantità dei titoli offerti, che non corrisponde alla totalità del catalogo kindlestore, da “tutto” devo togliere i titoli che mi serve mantenere per consultazione perchè se decidessi di non pagare più Unlimited mi ritroverei senza libro e note, basterebbe che ci fossero problemi con la carta di credito e PUFF! Amazon ha già fatto certe cose con la libreria di testi pagati, figurarsi come si comporterebbe con un servizio di “lettura”. A proposito, sicuri che i libri siano annotabili? Io l’ho presunto perchè star lì a togliere funzioni tandard…

Per un sacco di titoli disponibili (solo 15.000 però sono in italiano, 700.000 il totale nelle varie lingue, di certo una piccola frazione dello scibile umano) io pagherei €120 all’anno; centoventi Euro mica cotiche, io onestamente in libri spendo molto meno e credo di essere in buona compagnia, quindi l’utente che avrebbe vantaggio da Unlimited è il lettore forte, compulsivo, quello che non bada a titolo o autore perchè non trovare ciò che si cerca è abbastanza probabile.

Certo fidelizzerebbe maggiormente i clienti di Amazon Kindle ma difficilmente ne catturerebbe tanti nuovi. Io dal canto mio continuerò a sconsigliarlo ai nuovi utenti di eBook, preferisco Kobo, altre eLibrerie multiformato, al massimo Apple perchè posso leggere i suoi eBook, ma Kindle solo se proprio non c’è altrove il libro che mi serve.

Pare che lato autori sul breve periodo Amazon paghi royalities più alte se si scarica il libro tramite Unlimited, bisogna vedere come si evolverà la cosa nel lungo periodo ma bisogna ricordare che Amazon non è la prima a fare le sottoscrizioni al proprio catalogo, anche se è di sicuro il più grosso.

Un libro è un libro!

IMG_0893 1Con l’hashtag ripreso nel titolo l’editoria italiana ha chiesto a Governo ed Europa (perché non si configuri aiuto di Stato?) di equiparare l’IVA sugli ebook a quella dei libri cartacei, cioè passarla dal 22% al 4%. Tweet di chiunque, servizi al TG con set in una grande catena editoriale (non faccio nomi ma hanno inquadrato lettori Kobo 😉 ), esponenti della cultura italiani hanno imperversato per qualche giorno su Twitter e Facebook, qualche voce contraria in quanto un epub contiene molto più rispetto al semplice testo (è un piccolo sito web, se mi si passa la similitudine), ma è un piccolo sito web che serve a simulare un libro e basta.

A ben vedere c’è qualcos’altro negli ebook delle case editrici più grosse, che avrebbero i maggiori benefici dall’abbassamento dell’IVA (o pensate che sia una iniziativa a favore dei lettori? Pensate che dopo vi faranno pagare un ebook a meno dei 10 Euro odierni?) c’è il DRM che fa cose degne del peggior Spyware, si proprio quella robaccia che vogliamo far bloccare da Adblock e NoScript quando navighiamo sul web e che vogliamo sia rimossa dal nostro antivirus di fiducia. Loro ci vendono gli ebook con questa robaccia e non si sognano di chiederne la messa al bando, anzi!

Beh io dico di far così: noi vi aiutiamo con l’IVA e voi ci vendete un libro elettronico maggiormente simile a un libro di carta: solo testo e struttura “tipografica”, niente DRM! Alcuni editori lo hanno già capito, voglio vedere farlo anche ai grossi calibri.

Ecco il mio tweet sull’argomento, notate i due hashtag.