Quelle che volano di fiore in fiore per raccoglierne il nettare utile al sostentamento della loro regina e del resto dell’alveare. Si vola di fiore in fiore metaforicamente anche quando si fa un percorso a tappe non predeterminate; quello che è successo a me quando mi hanno indicato un post su un blog che visito ogni tanto, un fiorellino fuori mano insomma che visito quando mi dicono che c’è del nettare interessante, anche se spesso ho trovato nettare al veleno visto le stroncature librarie senza appello (commenti a parte). Stavolta sembra che abbiano sforato su altri thread. Io non ho potuto seguire bene la cosa per mancanza di tempo ma ho letto il post e la prima pagina di commenti (che poi è l’ultima seguendo una successione delle pagine all’occidentale). L’autrice ha sganciato una perla che voglio discutere qua sopra:
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Archivio per la categoria Libri
Apine operaie
lug 26
Tenetevelo!
mag 30
Questo è quanto ho concluso dopo una giornata a bighellonare per librerie elettroniche. Una cosa che era nata per controllare la disponibilità di un titolo che in Italia difficilmente vedremo tradotto, riservandomi di acquistarlo se l’avessi trovato in un negozio diverso da eReader (che ha una gestione del DRM che stride con la mia carta prepagata).
Di tutto un po’
mag 13
Dall’ultimo post che potremmo definire “voluto” sono successe un po’ di cose, ma il tempo di parlarne qui non c’è quasi mai stato e quando trovavo qualche minuto libero era la testa che era altrove.
Sintetizziamo le cose principali rigorosamente in ordine sparso.
Il nuovo Star Trek di JJ Abrams. Niente che non mi aspettassi dopo aver visto il suo Missione Impossibile 3, cloverfield e le serie TV di Lost e la neonata Fringe.
Ormai l’effetto wow con me JJ se l’è giocato, certo confeziona prodotti divertenti che non annoiano (Fringe in questo fa eccezione, ma è il genere da Grande Cospirazione che a me non piace e trovo noioso e fine a se stesso) ma ormai so cosa aspettarmi e Star Trek è stato quello che mi aspettavo: un compitino svolto diligentemente ma senza l’impegno che avrebbe potuto metterci. Lo star Trek calibro della fantascienza visiva è bello che morto, adesso Star Trek insegue Star Wars anche nei dialoghi non eccelsi, fatta eccezione per le frasi ad effetto di cui il film abbonda. Bel videogiocone divertente e basta. Magari se trovo un drive Blue Ray esterno per il computer potrei anche prenderlo in alta definizione, gli effeti visivi lo meritano, La cosa che mi frena è il chiedermi quante visioni successive può reggere un simile film (la prima visione è stata mediamente memorabile, ma gli scricchiolii della trama erano già evidenti), Star Trek è cambiato, l’universo Roddenberriano è stato preservato col trucco dell’universo parallelo, ma quante storie CBS e Paramount ci ambienteranno ancora? Mi sta venendo quasi voglia di mettere nero su bianco la mia idea di fanfiction, vediamo se la sera riesco a ritagliarmi qualche ora da dedicare alla scrittura e… vi farò sapere
Sul versante della fantascienza scritta ci sarebbe da recensire Il ritorno delle furie: ultimo romanzo di Richard K. Morgan dedicato a Takeshi Kovacs, ma mi riesce difficile recensirlo per bene con questo blogging a singhiozzo, quindi vi dico qui cosa ne penso e amen.
Bello. Kovacs in tal senso è una garanzia, forse c’è un po’ troppa carne al fuoco e poteva starci benissimo un quarto romanzo, ma almeno i colpi di scena arrivano al momento giusto senza stonare e senza la sensazione da “deus ex machina”. Il tema delle “custodie”, personalità multiple e via dicendo è stato anche il motivo dominante dell’ultima creatura televisiva di Joss Whedon, anche se qui la cosa è fatta senza il consenso di chi presta il proprio corpo per ospitare nuove personalità sintetiche (esattamente il concetto di Morgan ribaltato di 180 gradi), Whedon sembra provare un particolare senso masochistico a inimicarsi la Fox che prima gli ha stravolto la serie nei primissimi episodi, poi l’ha condannato al death slot del venerdì sera. Le speranze che venga rinnovata per una seconda stagione sono molto basse, ma la speranza è l’ultima a morire.
Parlando di cancellazioni sembra che sia il destino dellal serie incentrata su Sarah Connor, figlio e bodyguard robotica. la seconda stagione non è stata esaltante ma sul finale aveva ripreso a volare alto, qualitativamente parlando. Peccato soprattutto per l’ennesimo ruolo da schizzata di Summer Glau che va in fumo.
Poteva mancare l’angolo dedicato alle mele? Sì! Non c’è molto da dire se non che mi serve un computer nuovo, per cui se ne riparlerà a partire da giugno con il nuovo firmware dell’iPhone (che, temo, vedremo a luglio) e via discorrendo.
iTunes Bookstore
mar 2
Il titolo non v’inganni: non hanno ancora aperto niente di simile, formalmente, perché di fatto c’è già. Almeno se si guarda ai libri elettronici o agli audiolibri.
iPhone e iPod Touch con la loro interfaccia che si sfoglia sembra proprio essere fatta per i libri, la risoluzione è sufficiente per riprodurre caratteri dai bordi ben definiti che non affaticano la vista e le capacità multimediali hanno permesso una discreta lettura anche dei fumetti. Tutto questo ha creato la sezione più incasinata dell’AppStore. (i giochi sono stati suddivisi per genere ma se cerchi un fumetto devi scavare tra libri classici e contemporanei).
Si sono imposti alcuni modelli di distribuzione dei testi alcuni scomodi e costosi altri più pratici ma poco commerciali, analizziamone un po’.
Da “L’italiano. Lezioni semiserie” di Beppe Severgnini, appena preso in libreria e il lettura.
Il saggio, ironico, impostato in modo criminologico esponendo dieci orrori in cui tutti più o meno incorriamo scrivendo. (TUTTI, magari ci correggiamo poi, ma ci caschiamo). Io ve li elenco sotto con tanto di outing… di confessione
Non è più questione filosofico/pratica per cui si è contrari ma si adotta la dove è inevitabile, cercando di cadere per lo meno in piedi, la tegola mi ha prorio centrato in pieno… e fa male!
Ma non fa male solo a me, anche chi quel DRM l’ha messo ne pagherà le dirette conseguenze visto che il non posso proprio più comprare da loro.
I fatti.
Universo Distorto
lug 3
Piccola recensione anche per il secondo volume di Odissea dedicato a Charles Stross.
E’ senza dubbio il libro più “facile” che abbia letto dell’autore scozzese, un romanzo breve ucronico con una spruzzata di space opera e citazioni (come al solito) a profusione: si pesca a piene mani da Star Trek, Discworld di Pratchet e la Metamorfosi di Kafka.
Brevemente: l’umanità poco dopo la crisi cubana si risveglia su una Terra piatta, una Terra che conserva la geografia dei continenti mail disco (delle fattezze di un 45 giri), l’allusione al Discworld di Pratchet non è casuale (un’altra presenza della mia wishlist letteraria). Le due superpotenze che si contendono l’egemonia mondiale (altro mondo, stessa storia con risultati non dissimili) fanno un’amara scoperta… non sono soli.
Il romanzo, è scorrevole, si legge in un soffio, i colpi di scena arrivano al momento giusto e lo Strossbabble è ai minimi storici. Personaggi che non risentono di vuoti nella caratterizzazione tipici dei romanzi brevi, vengono usati in modo creativo e originale (Immaginatevi Gagarin che compie una missione esplorativa quinquennale, non fra le stelle ma in mare), la soluzione del mistero si avrà solo nelle ultimissime pagine
Preso in Deepcon, questo romanzo ha avuto la sfortuna di capitare in un periodo molto incasinato, la prima metà l’ho letta a fatica, sia per la scrittura densa tipica dello stile di Stross sia perché non trovavo una mezz’oretta tranquilla da dedicare ad una lettura (per usare un’espressione tipica del romanzo, c’era un fantasma che richiedeva tutta la mia attenzione). Con una buona settimana di ritardo sulle previsioni di lettura sono arrivato alla fine e finalmente posso condividere le mie impressioni sul romanzo.
Aggiornamenti
mar 30
Questo è il primo post scritto sulla nuova piattaforma WordPress 2.5. Ad ora l’upgrade sembra andato a buon fine. Speriamo che non escano troppe magagne a breve, mi scoccia fare più di un aggiornamento alla settimana.
Sono alla fine dell’infornata di libri fatta in Deepcon lo scorso marzo. Il parziale trasloco dei miei libri causa tinteggiatura di tutta casa ha interrotto il normale flusso che mi avrebbe fatto finire i tomi prima della fine della primavera.
Ho appena finito Wakati Ujao (Futuro africano): antologia di racconti curata da WebTrekItalia, i cui proventi sono destinati ad Amref Italia.
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