Olivetti M19Venti anni (giorno più, giorno meno) fa mettevo le mani sul primo computer. A poche settimane dalla fine degli esami di terza media, liberammo dai mille scatoli che ne contenevano le parti, l’Olivetti M19 della foto.

Da allora nulla è stato più lo stesso al ritmo di uno ogni sette anni di media nuovi computer si sono succeduti, pensate che quello era un Intel 8088 4MHz di clock, 512 KB di ram saldati su scheda e 128 innestati su zoccoli di espansione (640 KB totali), al confronto i Commodore dei miei amici erano gochini. (non facciamo guerre di religione, erano piattaforme diverse e comunque mi riferisco ai Commodore 16 soprattutto).

Ne ho cambiati di computer, sempre dopo averli spremuti per benino, Linux è arrivato nel ’97 anche se sistemi Unix a riga di comando li avevo già usati nei laboratori universitari. Folgorato sulla via di Damasco ho capito che MS si poteva evitare, da lì è stata una continua caccia all’alternativa migliore per singola piattaforma: Palm OS per i palmari, Symbian sul cellulare e Mac OS X sui computer dal 2005 e oltre. Beh magari Windows lo istalliamo a parte, magari in virtualizzazione.