Archivio mensile:settembre 2014

Le volpi e l’iUva

Premetto che questo post non è dedicato ai detrattori dell’iPhone & iC a ragion veduta, ma a tutti gli  “zampognari” che seguono il coro dei “Buuuh” senza sapere neppure di cosa parlano.

Partiamo dal caso che più mi ha fatto incavolare: il lancio di uova e farina a quelli in coda per l’iPhone 6 a Roma.

Premetto che è un’usanza che moi guardo bene dal condividere, per quanto mi piacciano i prodotti della mela, sono pigro e preferiso fare l’ordine online, ma non mi permetto di giudicare chi lo fa (al massimo li sfotticchio bonariamente). MAnia di protagonismo? Forse. Spendono troppi soldi per un telefono? Cazzi loro de delle loro banche, Uno può disporre dei suoi soldi come meglio crede, nei limiti della legge, o no?. Ma poi quella della fila davanti agli Apple Store è un’usanza nata con gli iPod e gli iMac colorati (non mi risulta li facessero per i Macintosh), erano una sorta di micro-convention di Apple fan e come tale v rispettata. Io personalmente compatisco i lanciatori, soprattutto se si scoprisse che poi vanno a prendersi a cazotti davanti ai cancelli dei grandi magazzini che fanno le supersvendite innaugurali o per i saldi di stagione (OK per i saldi ormai la ressa è solo un ricordo).

l’iPhone 6/6 Plus si piega? sicuri sicuri che non sia un caso di idiozia dell’utente? succede tutti gli anni e tutti gli anni la risposta è la stessa: “NON TENETE I CELLULARI NELLA TASCA POSTERIORE DEI PANTALONI E, SOPRATTUTTO EVITATE DI SEDERVICI SOPRA” un paio di video chiarificatori.

Notate la forza necessaria per piegarlo apposta, CULONI SBADATI!

IPhone pieghevole quanto altri di marche concorrenti:

Piccola nota a margine: uno che criticò (a ragione) Apple per l’antennagate di iPhone 4 mi ha chiesto perchè volessi vendergli anche il bumper insieme al telefono (sì ho intenzione di prenderelo, un 6). Quanti si ricorderanno dell’iPhone 6 pieghevole tra un anno, quando uscirà il prossimo iPhone da criticare?

D7100: Primo Contatto

d7100fullbythom_medNon riesco a non scrivere nulla della nuova reflex che ho preso, anche se l’ho provata poco, anche se ancora non ne padroneggio tutte le funzioni, voglio raccontarvi le mie prime sensazioni con questa nuova reflex al collo. Non è e non vuol essere una recensione ma solo un post-wow (in entrambi i sensi uno voglia interpretare “post-wow”).

Sensazioni sul corpo macchina. Peso e interfaccia comandi sono molto simili alla D80, seppure discendente diretta della D300, Nikon è tornata su un’interfaccia più semplice che si appoggia a menu e impostazioni uniformate alle reflex di fascia mediobassa, ricordo con terrore la volta che su una D300 non trovavo i comandi per modificare la modalità di misurazione dell’esposizione (mi pare, ma era qualcosa di simile), sulla D300 hanno spostato quelli per la selezione della messa a fuoco, ma li hanno spostati in posizione più logica sulla levetta di selezione del fuoco manuale o automatico. La sensazione di familiarità è massima al punto che quando non trovi qualcosa che prima avevi a portata di pollice e indice ti senti un cretino, quando la trovi, ti dai del cretino per non aver letto prima il manuale, ma il corpo macchina è di quelli che invoglia a usarlo spippolando tra i menu.

Messa a fuoco. Con la D80 non usavo selezioni automatiche delle aree di messa a fuoco perchè funzionava bene solo il punto/area centrale, quando volevo mettere a fuoco sulle altre 10 aree i tempi di composizione aumentavano, quindi avevo tutto disattivato. con le 3 aree e 51 punti di messa a fuoco, le cose si sono fatte migliori, dopo un iniziale spaesamento risolto con una lettura attenta del manuale. adesso ho un fuoco preciso alla prima pressione e solo in alcuni casi devo correggere la cosa, in più mi mostra tutti i punti a fuoco evitando il problema dei micro spsostamenti che avevo con a D80 (quante foto venute male perchè metteva a fuoco mezzo millimetro fuori il soggetto). Per i ritratti è una manna per i soggetti in rapido movimento devo ancora fare test, ma ci sono diversi accorgimenti e settaggi che dovrebbero rendere facili anche quelli.

Meriterebbe un post a parte (e forse lo farò) il nuovo metodo di sviluppo e produzione delle immagini che adotto con la D7100. per farla breve, non genero più in macchina raw+Jpeg ma, per preservare spazio genero solo il Raw a qualità massima (compressione lossless e profondità colore a 14 bit). Amo il doppio slot per le SD, finalmente mai più la scritta FULL a tradimento

Accessori da abbinare al nuovo corpo macchina. Le funzioni di scatto avanzate permettono Time Lapse e HDR, produzione di filmati di qualità professionale e altro che con la D80 si ottenevano solo con costosi scatti remoti e software spacializzato, al momento di software non mi serve nulla, al massimo, dovessi cominciare a sputare video su video prenderò in considerazione Final Cut X, mentre per l’Hardware conto di prendere una o due batterie di riserva e l’impugnatura ausiliaria che ospita anche due batterie raddoppiando l’autonomia “elettrica”, purtroppo mi servirà un nuovo treppiedi perchè su quello che ho non si può montare altra testa che non sia quella che c’è e mi servirebbe una testa fluida, poi ho adocchiato dei pannelli LED per illuminare un sogetto in modo fisso, ma qui vorrei prima una prova sul campo per apprezzare l’angolo di illuminazione perchè non vorrei usarla solo per i video ma anche per i ritratti, eventualmente e a seguire dei pannelli riflettori e diffusori. Ah un obbiettivo macro e per ritratti (avrei nel mirino il Nikkor da 105mm f/2.4). Dite che esagero? Naa sono progetti a medio/lungo termine, tranquilli.

Il copyright non è un capriccio

images-4Innanzi tutto metto le mani avanti: quanto dirò adesso non sarà nulla di esaustivo sull’argomento ma rappresenta solo una sorta di linea guida che mi propongo, ne ho sentito il bisogno perchè a parte le cavolate fatte da chi dovrebbe conoscere cosa è il copyright, noto forte superficialità in generale anche quando l’unica richiesta “forte” è la semplice citazione dell’autore dello scatto.

Parliamoci chiaro il caso Fratelli d’Italia – Toscani è solo l’ultimo di un’abitudine consolidata che ben si spiega nella giustificazione di chi ha commesso la gaffe “E’ su Internet e non c’è la (c) quindi è di tutti”. MA QUANDO MAI! Il copyright, quando c’è, va rispettato. Su Internet non è tutto in fair use o Public Domain. Per essere più precisi se anche fosse in fair use non è detto che sia riprendibile da altri per i propri comodi, cosa che forse hanno fatto i politidioti di FdI che avrebbero fatto bene a fare una banalissima ricerca su Google Immagini per evitare un grosso imbarazzo (Toscani, mi ripeto, falli neri!).

Vogliamo parlare del fatto che la foto era chiaramente pro-adozioni gay e ne è stato capovolto il significato senza la sua approvazione (se vuoi parodiarlo ne fai un’altra che la richiami, ma non usi la stessa foto).

Ma se l’errore è evidente con opere dichiaratamente commerciali, che non vengono rilasciate liberamente, come ci si comporta con le altre? Si prendono e si pubblicano, così, senza pensieri?

DIPENDE!

L’opera è riconducibile a un autore? Bene ci si informa se l’opera ha una particolare licenza di distribuzione diversa da quella “E’ mia e la gestisco io”

Se l’autore non si arriva a conoscerlo e la foto è a bassa risoluzione e serve solo per citare o spiegare un concetto si cade nel Fair Use, la si pubblichi, magari con un link alla fonte da cui ci si è serviti e se dovesse spuntare l’autore ci si regolerà di conseguenza

Se la foto è dichiaratamente in Pubblico Dominio allora la si usi e buon pro vi faccia

Se la foto ricade sotto quel grappolo di licenze che cadono sotto il nome comune di Creative Commons regolatevi di conseguenza: cosa ammette la licenza? Cosa vieta? Quali sono gli obblighi a cui bisogna sottostare?

La risposta alle prime due domande può contemplare diverse opzioni (guardateli i link che vi metto, su!), ma alla terza domanda si risponde (quasi) sempre con “citazione dell’autore dell’opera originale” e “rilascio con la stessa licenza”. Ovvero “questa foto l’ha scattata Tizio” (e magari aggiungete un link all’originale) e non vi sognate di mettere la (C) a un contenuto rilasciato in CC. Repubblica lo fa con gli articoli di Wikipedia che copia impunemente (altro link qui) senza neppure citare la fonte, ma Repubblica ha fatto cavolate ben peggiori, quindi non prendiamola ad esempio, vi prego.

Per finire, mi rivolgo a te, o lettore che sei arrivato qui senza capire nulla di quanto ho scritto. Te lo spiego di nuovo con un esempio facile facile: quando prendi una delle mie foto da uno dei miei siti e la ripubblichi sul tuo profilo Facebook sarebbe gradita la dicitura “Foto scattata da Salvatore Capalbi” in un commento o nella didascalia, con il link all’originale, magari. Non è difficile