E infine venne il leopardo

LeopardE nulla fu più come prima, nel bene e, putroppo, anche nel male.

Facendo un rapido bilancio delle prime due settimane direi che è tutto sommato positivo, le nuove funzioni vanno, qualcuna traballa, qualcosa che prima andava bene adesso tende ad incepparsi ogni tanto.

Apple progetta le sue interfacce perchè siano adatte a persone a cui non interessa conoscere il funzionamento di un computer e, nella stragrande maggioranza dei casi la cosa funziona. Ogni tanto però anche un Mac deve essere configurato ad hoc e allora bisogna usare Google e capire quale file o driver caricare perchè un dato servizio funzioni. Con Leopard alcune cose le ho sistemate alla maniera di Linux, altre cose fortunatamente sono andate a posto con l’upgrade dalla Casa Madre.

Le nuove utility sono davvero funzionali: Spaces permette di distribuire meglio le sei sette finestre che popolano il desktop durante le sessioni internet; gli stack, speciali cartelle utilizzabili dal dock permettono di tenere il desktop pulito e documenti e programmi più usati a portata di mano; Time Machine… Time Machine al momento l’ho usata solo per fare i backup, non ho avuto bisogno di ripristinare nulla 🙂

Per quanto riguarda il nuovo Finder, la visuale “cover flow” e utilissima con le cartelle di immagini e dei documenti, la visualizzazione rapida permette di individuare il documento giusto con un singolo colpo d’occhio e per la stragrande maggioranza dei formati si può dare un’occhiata al contenuto senza caricare l’applicazione relativa.

Bootcamp, Frontrow e altre applicazioni sono per i Mac Intel, principalmente, quindi occupano spazio per nulla, sul mio piccolo iBook G4, vedrò più in là come eliminare le applicazioni inutili in modo efficace, per adesso li lascio stare.

Spazio disco, il vero errore di valutazione che ho fatto; 60 Gigabyte sono pochi per tenere anche i dati, soprattutto per chi ha molte foto e podcast come me. Ho fatto scorta di dischi esterni e una metà del disco Time Machine è stato partizionato (al volo) per contenere immagini e musica.

C’è però un aspetto di Apple che mi ha fatto riflettere parecchio. Spesso nei loro tutorial fanno vedere come un determinato programma faccia tutto il lavoro, nel mio caso specifico iPhoto che loro consigliano dal collegamento della macchina fotografica al computer, alla stampa delle foto. Beh, non è vero, l’importazione delle foto dalla digitale al computer tramite iPhoto è lenta e poco ottimale. La cosa non è strana se si pensa che per ogni foto il programma controlla gli eventuali duplicati e aggiorna un database interno, anzi se la foto ha delle caratteristiche non gestite adeguatamente ne fa già una copia modificata, tutto questo produce perdita di tempo e spazio disco (per importare una decina di foto da una scheda parzialmente usata ci si mette anche un quarto d’ora), la procedura migliore è usare Acquisizione Immagini (sempre di Mac OS X), mettere le immagini in una cartella apposita e da lì indicizzarle in iPhoto o, meglio, Photoshop Lightroom (iPhoto per le reflex digitali da 10 MPixel e oltre non va benissimo), solo così si ottiene la copia delle foto (un paio di Gigabyte) in meno di cinque minuti. tutto questo l’ho scoperto grazie ad una rivista del settore, non grazie a Mamma Apple, che però ha sempre a cuore il destino degli utonti… Sarà!

Per il 15 del mese è attesa la seconda minor release del leopardo (aggiornamento alla versione 10.5.2), con nuove funzioni e numerose correzioni, il sistema è comunque stabile già oggi, rispetto alle prime quarantott’ore. Non è stato un successone, ma non è neanche Vista. 🙂

2 pensieri su “E infine venne il leopardo

  1. Lorenzo
    Internet Explorer 7.0 Windows XP

    Beh, dovevi usare vista come riferimento negativo?????
    Ammetto che Mac possa essere più semplice, ma vuoi mettere la soddisfazione di far partire Windows in maniera ottimale dopo ore di fatica a sistemare i settagi driver???? (lo so, tutti odiano la compatibilità hardware di Win, ma è cmq una bella soddisfazione)

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  2. sheldonpax
    Mozilla Firefox 2.0.0.11 Mac OS X Mach

    Certo che lo uso come riferimento negativo, avessero mantenuto almeno le promesse di Longhorn, se ne poteva parlare ma così com’è è un XP ingrassato che poco o nulla aggiunge al vecchio XP. Leopard è lungi dall’essere perfetto, ma almeno mostra qualcosa di nuovo a livello funzionale e non ho dovuto prendere una macchina da ultimo grido per usarlo.
    Una volta raddrizzare le stroture di windows era il mio sport preferito, da un po’ di anni preferisco usare il computer e metterci mano solo se necessario.

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