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Illimitatamente Kindle

sonyebookSia chiaro che io non condivido la politica di Amazon Kindle in fatto di chiusura di piattaforma (spinge il suo formato dandoti il lettore a bassissimo costo ma generando una forte dipendenza dal proprio portale. Apple al confronto è un principiante) ma non trovo giusto darle addosso più dle necessario, così mi trovo a ragionare qui su alcune delle critiche che ho sentito sul nuovo servizio Kindle Unlimited.

Di che parliamo? di un servizio di lettura illimitata ad abbonamento mensile. si legge dalle condizioni d’uso:

Il Programma

L’iscrizione a Kindle Unlimited ti consente di leggere gli eBook Kindle compresi in una determinata lista di titoli, per un numero illimitato di volte durante il periodo di iscrizione al programma. Potremo di volta in volta aggiungere o rimuovere titoli dal programma e non garantiamo la disponibilità di titoli specifici, né il numero minimo di titoli disponibili. Al momento, il programma è disponibile solo per i clienti residenti in Italia, San Marino, Svizzera e Città del Vaticano. In caso di cancellazione dell’iscrizione, non ti sarà più possibile accedere ai titoli selezionati nell’ambito del programma.

Quindi facciamo il caso che io abbia un Kindle (ho le relative app per iOS e Mac) posso aggiungere quesot abbonamento, e i libri verrebbero marcati come acquistati o scaricati da leggere col programma Unlimited appena smettessi di pagare l’abbonamento, Amazon mi eliminerebbe libri e note da tutti i miei dispositivi collegati all’account, mi lascerebbe i titoli acquistati sempre che non siano stati modificati. Non ho idea di come lavori il backup del Kindle se restituisce i libri con o senza DRM ma con formato leggibile o mi presenta un’accozzaglia di dati cifrati, ma se volessi piratarli esistono strade più comode (al solito le scomodità ce le hanno solo i “fessi” che pagano, categoria cui mi onoro di appartenere). Un aumento della pirateria collegato al servizio direi che è risibile, pari a quella che sarebbe generata dall’abbandono del DRM.

Veniamo ai presunti costi che per molti sono bassi: “Per 120€ all’anno posso leggere tutto quello che voglio!” dicono alcuni. “Tutto” però è relativo alla quantità dei titoli offerti, che non corrisponde alla totalità del catalogo kindlestore, da “tutto” devo togliere i titoli che mi serve mantenere per consultazione perchè se decidessi di non pagare più Unlimited mi ritroverei senza libro e note, basterebbe che ci fossero problemi con la carta di credito e PUFF! Amazon ha già fatto certe cose con la libreria di testi pagati, figurarsi come si comporterebbe con un servizio di “lettura”. A proposito, sicuri che i libri siano annotabili? Io l’ho presunto perchè star lì a togliere funzioni tandard…

Per un sacco di titoli disponibili (solo 15.000 però sono in italiano, 700.000 il totale nelle varie lingue, di certo una piccola frazione dello scibile umano) io pagherei €120 all’anno; centoventi Euro mica cotiche, io onestamente in libri spendo molto meno e credo di essere in buona compagnia, quindi l’utente che avrebbe vantaggio da Unlimited è il lettore forte, compulsivo, quello che non bada a titolo o autore perchè non trovare ciò che si cerca è abbastanza probabile.

Certo fidelizzerebbe maggiormente i clienti di Amazon Kindle ma difficilmente ne catturerebbe tanti nuovi. Io dal canto mio continuerò a sconsigliarlo ai nuovi utenti di eBook, preferisco Kobo, altre eLibrerie multiformato, al massimo Apple perchè posso leggere i suoi eBook, ma Kindle solo se proprio non c’è altrove il libro che mi serve.

Pare che lato autori sul breve periodo Amazon paghi royalities più alte se si scarica il libro tramite Unlimited, bisogna vedere come si evolverà la cosa nel lungo periodo ma bisogna ricordare che Amazon non è la prima a fare le sottoscrizioni al proprio catalogo, anche se è di sicuro il più grosso.

Facebook delle mie brame…

Chi è il più tonto del reame? Volete che nessuno pensi che siate voi? Bene, basta seguire una semplice regola, corollario della più generale “Prima di postare, pensa”. Prima di condividere qualcosa su Facebook pensate al fatto che potrebbe essere tutta o in parte una bufala, o, banalmente, non più attuale. Come si fa a capire? Si usano i mezzi che dirò sotto.

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Il CICAP vuole (anche) te

Presto un post del mio blog ad un comunicato stampa del CICAP, associazione di scettici, che incidentalmente è una delle poche realtà che promuove il metodo scientifico come verifica sostanziale dei fatti “eccezionali” che troppo spesso occupano indebitamente pagine di giornali e palinsesti televisivi.

La scorsa settimana abbiamo lanciato un appello importante per tutti noi: il CICAP sta attraversando un momento molto difficile, le adesioni sono calate anche per colpa della crisi e poiché non riceviamo finanziamenti di alcun tipo, ma possiamo contare solo sul sostegno dei nostri Soci, temiamo di non essere più in grado di garantire tutte le nostre iniziative e attività.

Per questo motivo, abbiamo fissato un obiettivo che ci permetterebbe di riprendere fiato e ripartire con nuove energie:

RACCOGLIERE 500 ADESIONI DA QUI A MAGGIO!

Si tratta di un obiettivo raggiungibile. Sono decine di migliaia le persone che ogni giorno ci seguono attraverso i nostri canali web, per non contare tutti coloro che ci apprezzano per i nostri interventi sui media, e siamo sicuri che tra questi ce ne siano almeno 500 disposti a sostenere i nostri sforzi sottoscrivendo un’adesione o rinnovando la propria se è scaduta.

A volte le persone non si iscrivono perché non pensano che il loro contributo faccia la differenza, ma abbiamo davvero bisogno dell’aiuto di tutti. Per anni il CICAP è riuscito, pur con varie difficoltà, a garantire le sue attività con appena 2000 Soci, ora siamo scesi a meno della metà: ecco perché trovarne almeno 500 potrebbe fare la differenza.

All’indirizzo: www.cicap.org trovate una barra di progressione, un termometro insomma, che indicherà man mano il livello di adesioni raggiunto. Invitiamo dunque tutti coloro che hanno a cuore le sorti del CICAP ad aderire, a rinnovare la propria adesione se è scaduta e a trovare nuovi Soci, girando questo appello ovunque sia possibile.

E SE SONO GIA’ SOCIO?

Se ne avete la possibilità, pensate a fare una donazione al CICAP, la potete detrarre dalle tasse. Potete fare un bonifico all’ordine di CICAP (IBAN: IT05J0103063120000000136631) oppure utilizzare PayPal facendo un versamento sull’indirizzo: paypal@cicap.org indicando la seguente causale: “Donazione a favore di CICAP, Ass. di Promozione Sociale, C.F.03414590285”.

CHE COSA ACCADRA’ SE NON RAGGIUNGIAMO L’OBIETTIVO?

Se a fine maggio saremo ancora lontani dai 500 nuovi soci che ci siamo prefissati, potremmo non essere più in grado di amministrare adeguatamente l’attività del CICAP e fare ciò per cui siamo nati ventiquattro anni fa, perché il nostro lavoro è volontario ma le spese di gestione e di amministrazione ci sono e possono essere ridotte solo fino a un certo punto senza compromettere l’efficacia del nostro impegno.

UN INCENTIVO ULTERIORE

Per incoraggiare tutti coloro che stanno pensando di aderire, o rinnovare un’adesione magari scaduta da un po’ di tempo, abbiamo pensato di organizzare un’estrazione a premi. A giugno, chiusa la campagna adesioni, organizzeremo un collegamento in diretta video con la sede del CICAP ed estrarremo 10 vincitori tra tutti coloro che avranno aderito al CICAP in questi mesi.

Che cosa si vincerà? Raccolte complete di Scienza & Paranormale, raccolte complete dei Quaderni del CICAP, raccolte con tutti i numeri di Magia, ingressi gratuiti al Convegno nazionale, partecipazioni gratis al Corso per indagatori di misteri…

COME ADERIRE E SOSTENERE IL CICAP

Per diventare Socio Animatore del CICAP, e ricevere il “welcome pack”, la rivista trimestrale Query e usufruire di sconti come quello del 20% al Convegno nazionale, sono sufficienti 50 euro. Si possono versare con un bonifico all’ordine di CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale – Monte dei Paschi di Siena – IBAN: IT05J0103063120000000136631. Volendo, si può anche utilizzare PayPal facendo un versamento sull’indirizzo: paypal@cicap.org.

Ma le possibilità di adesione sono numerose, da quella base di Socio Affiliato fino a quelle di Socio Sostenitore e Socio Benemerito per chi può permettersi un aiuto più consistente. A questa pagina è possibile trovare tutte le modalità e le combinazioni disponibili, anche per studenti, famiglie, pensionati e scuole:

http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273895

Ricordiamo inoltre che, accanto all’adesione, è possibile sostenere le attività del CICAP anche in altri modi:

  • Fate una donazione al CICAP, la potete detrarre dalle tasse. Potete fare un bonifico all’ordine di CICAP (IBAN: IT05J0103063120000000136631) oppure utilizzare PayPal facendo un versamento sull’indirizzo:paypal@cicap.org indicando la seguente causale: “Donazione a favore di CICAP, Ass. di Promozione Sociale, C.F.03414590285”.
  •  Donate il 5×1000. Qualcosa che non costa assolutamente nulla: quando fate la dichiarazione dei redditi, indicate come destinatario del 5×1000 (firmando nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato…” e indica nel riquadro il codice fiscale del CICAP: 03414590285). Se ce ne fate richiesta, possiamo spedirvi una serie di bigliettini pro-memoria che potrete distribuire ad amici e conoscenti che pensate potrebbero avere piacere a sostenere il nostro lavoro. C’è da dire che è dal 2010 che si può indicare il CICAP nel 5×1000, ma solo quest’anno che sapremo se e a quanto avremo diritto. Ci vorrà poi un altro anno ancora, sembra, per riuscire a ricevere (eventualmente) qualcosa. Dunque, nel frattempo, insistiamo e cerchiamo di aumentare il numero dei sottoscrittori: non importa infatti se avete un reddito basso, ciò che conta è il numero di persone che sottoscrive per un determinato ente.
  • Formate un Gruppo locale. Partecipate alle attività dei gruppi locali della vostra regione e, se da voi un gruppo non c’è, pensate se non potreste essere proprio voi a farne nascere uno. Ne potete parlare con Marta Annunziata e Andrea Ferrero scrivendo a: gruppilocali@cicap.org.
  • Pensate a un lascito. E poi, perché non programmare, per un futuro remoto, un lascito al CICAP? In quanto Associazione di promozione sociale iscritta ai Registri, infatti, il CICAP può, ai sensi dell’art. 5 della legge 383/2000, ricevere «donazioni e, con beneficio di inventario, lasciti testamentari, con l’obbligo di destinare i beni ricevuti e le loro rendite al conseguimento delle finalità previste dall’atto costitutivo e dallo statuto».

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Ufficio Stampa – CICAP
Comitato Italiano per il
Controllo delle Affermazioni
sul Paranormale
Casella postale 847,
35100 Padova
tel. e fax 049-686870
e-mail: ufficiostampa@cicap.org

www.cicap.org

www.queryonline.it

Social reading (a me) indigesto

Con l’arrivo dell’eBook di massa (lontani i tempi in cui la gente si stupiva quando dicevo di leggere i libri sul palmare), ecco arrivare l’evoluzione social dei club di lettura: quei club in cui si assegnava un tema, un libro o un autore da leggere in un mese e poi ci si riuniva per discuterne e leggere insieme dei capitoli. Non mi hanno mai interessato, per il semplice fatto che non ho bisogno di una spinta per leggere i libri che ho da leggere, ma solo di tempo per mettermici, possibilmente da solo; a libro finito, poi, può essere interessante sentire l’opizione di altri lettori, anche per ampliare gli orizzonti e incrementare la lista di titoli da procurarsi. È così che ho scoperto gli autori contemporanei Stross, Doctorow, Liu e una pietra miliare come Heinlein è tornato nella mia libreria dopo essere stato deluso da Fanteria dello Spazio. Il mio non vuol essere un no a prescindere, ma motivato e con precise eccezioni.

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Bye bye Splinder

In estate ho lasciato TopHost e oggi ho preso da Splinder, prossimo alla chiusura, i primi post mai scritti in un blog. Il primo tentativo di blog, che non andò benissimo, scrissi otto post per poi mollare la piattaforma; approdai al primo hosting (altervista) su cui montai i primi cms, mi stabilizzai su Drupal quando passai a TopHost, per poi passare a WordPress dopo aver provato con scarsi risultati Joomla. Era il 2004 e scrivevo queste cose.

Crisi su Terra Smallville

Smallville, dopo un paio di anni di agonia (nella stagione precedente gli episodi belli erano i fill-in), è finita. Nell’unico modo possibile: rinnegando se stessa.

Come conciliare una storia che non avrebbe portato al Superman che conosciamo col Superman che conosciamo? Impiegando uno zilione di Deus ex machina che chiudano tutti i fili narrativi, due anni fa Kara Zor El propose al cugino di aiutarlo a sviluppare pienamente i suoi poteri, sperai di vederla mollare a CK un supercalcio nel sedere per insegnargli a volare, beh ci ha pensato Darkseid con un uppercut ben assestato e una visione da Jor-El (che però sarebbe dovuto essere disattivo nella Fortezza Artica). Jonathan è morto troppo presto? Nel finale arriva il suo fantasma a rimettere il figlio sulla retta via e a consegnargli il completino (che dev’essere più simbiotico di quello nero di Spidey, visto come gli si arrampica addosso da solo mentre il quasi-Superman decolla dalla Fortezza). La prima cosa che fa col costume? Salvare l’Air Force One con una certa giornalista a bordo: la tradizione è salva! 🙂 Quello che mi lascia perplesso è la seconda cosa (che chiude l’arco narrativo della stagione): spinge TUTTO Apokolips lontano dalla Terra coi pianeti che erano arrivati quasi a toccarsi.

LUTHOR FAMILY: una soap nella soap. Partiamo da Lionel di Terra 2: scopre che il Lex di Terra 1 non è la mammoletta che ha fatto uccidere da Ultraman su Terra 2 (che solo per questo diventerà Terra 2/S. S come Smallville, ovviamente), qui la mammoletta e la figliastra Lutessa o come la chiamavano tutti Tess (Avessero lasciato la doppia L, le sarebbe toccata la storiella con CK? 🙂 ) che si è alleata coi buoni, con un attenzione particolare a chi ha fatto fuori Lex.

Ma poteva morire Lex Luthor? Certo che no, mentre però nei fumetti si ricorre a numero 1 clone (uno, e basta o almeno uno per volta), qui abbiamo la scoperta di una fabbrica di cloni da far invidia a George Lucas, che viene distrutta dalla JLA (con l’aiuto indiretto della JSA), ma un clone viene salvato da Tess che vuole riavere un fratello sano di mente (ROTFLATE pure), sarà questo clone impazzito a diventare Lex 2.0? No, il clone rinsavisce e siccome ha del DNA kryptoniano diventa… TAH DAH! Conner Kent, AKA Superboy. Ma allora come? Beh SEMPLICE!

Lionell T2/S spiega alla figliastra che, dei cloni, Lex aveva già preso gli organi venuti meglio per rimpiazzare i suoi, finiti flambé, mancava giusto il cuore che poteva essere solo di un Luthor ma lei tiene al suo per cui spara al genitore a cui non resta che venire a patti con Darkseid che si prende il corpo escluso il suo cuore che finirà nel figlio redivivo (lui redimorto).

A questo punto Lex è diventato quello che conosciamo con la sola eccezione che sa di Clark (quello forse è il miglior dialogo del doppio episodio) ma la cosa non dura molto perchè per preservare il segreto di Superman gli autori fanno la cazzata! Tess va dal fratello per dimostrarle che è una Luthor fin nel midollo ma Lex è Lex e la pugnala a tradimento, privandoci di un comprimario che avrebbe funzionato anche nei fumetti, ma non prima che infetti il fratello con una neurotossine che lo priva della memoria. Lex Luthor nasce là, ma sarà un Luthor che 8 anni dopo diventerà presidente degli USA con un’espressione più assente di quella di Bush Jr, a questo prezzo il conoscere l’identità di CK sarebbe un danno da poco.

Chicche dell’epilogo: Chloe Sullivan potrebbe essere la madre di Connor Quinn e ci ha pure minacciati con un “Ci vediamo nei fumetti”; Jimmy Olsen è il fratello del Jimmy Olsen ucciso da Doomsday. Non il cugino, genitori idioti, il fratello nato quando il primogenito era ancora vivo!! Il bello è che Chloe si presenta nei fumetti come la ex di Jimmy. Non hanno fatto in tempo a inserire nella serie l’Antimonitor ed ecco i risultati! 🙂

Ah notiziuccia per chi (di)sperava in Wonder Woman. Alla NBC non è piaciuto il pilota quindi mi aspetterei qualcosa peggio di The Cape. 🙂

Acquisizioni vicine al naufragio e altre andate in porto

Siamo a Novembre, avrei dovuto avere già da un mese un iPhone 4. Apple e Vodafone stanno cercando di dissuadermi coi loro “Mi spiace ma non siamo forniti”; “Sei già nostro cliente e ne ho uno solo per chi attiva o porta un numero nuovo” (e un VAFFANCULO TUTTO INTORNO A TE, MA SOPRATTUTTO DIETRO, ho augurato a chi mi ha dato la lieta novella); “C’è ma devi aspettare non meno di tre settimane e pagarlo a prezzo pieno in anticipo”… Avevo quasi rinunciato quando ho visto la rimodulazione dell’offerta da parte dei vampiri telefonici (il cui logo è una goccia di sangue dei clienti), adesso sto aspettando di sapere se c’è qualche possibilità di averlo al negozio di qui, perché di prenderlo fuori non se ne parla visto che al telefono non si sbottonano neppure e non si può perdere una giornata e fare Km per inseguire un telefono, si fottano entrambe le case. se me ne danno uno entro e non oltre Natale buon per loro, altrimenti aspetto il prossimo modello o passo ad altra piattaforma. Jobs se n’è uscito con “E’ solo un telefono”, io ci aggiungo che però dovrebbe avere un modello commerciale da telefono e non da auto-fuoriserie-solo-per-collezionisti. e poi vorrei parlare con un Vodafone (ma uno che non s’inventi la solita palla) che mi spieghi perché non si possono attivare i contratti online quando loro stessi lo fanno per altri smartfone.

Ma veniamo alle liete novelle (guarda caso Apple c’entra solo incidentalmente): ho il NAS e sto per upgradare la RAM del Macbook Pro a 8GB ho appena upgradato la RAM del Macbook Pro  a 8 GB spendendo un quarto delle richieste della casa madre con moduli Kingston certificati e venduti a coppie (per cui dovrebbero lavorare bene), lifetime warranty e quant’altro, tutto il pomeriggio che il portatile gestisce il solito corredo di Applicazioni in multitasking e iDVD nel frattempo ha confezionato un DVD video senza swappare, il disco fisso è quasi pieno, ma il Mac è tornato fresco e pimpante come al primissimo avvio.

Insieme al NAS è arrivato anche un router 3G che mi permette di condividere la chiavetta UMTS con la LAN, speso meno del famigerato Mi-Fi (che va benissimo in mobilità, per carità) e accetta i cavi ethernet, aspetto di mettere le mani su uno switch e sto per organizzare, appena trovo il CMS giusto, un piccolo portale consultabile in locale o, in rari casi, via internet, con tutte le mie foto, ho provato quello integrato da QNAP ma con risultati scarsissimi: lui usa Flash, io uso iOS. :-). Al momento il mio unico dilemma è come fare il backup di un volume che può arrivare a contenere più di 3TB di dati (sono escluse le soluzioni su nastro magnetico) e spero di riuscire a far ruotare la sostituzione dei dischi in modo di non averne bisogno almeno nell’immediato (nota per i non tecnici, se si rompesse uno dei quattro dischi potrei sostituirlo senza perdere i dati e senza spegnere il NAS, se se ne rompessero due insieme, viceversa, sarei fottuto).

Bello avere tutto centralizzato e accessibile su tutti i dispositivi (l’iPhone 3G fatica con qualcosa ma è comprensibile visto che ha la memoria colma e l’hardware è vecchio) un buon tablet ci starebbe, ma non è nelle mie priorità, almeno per ora.

Come ho fatto a fare tutto, beh avevo racimolato i dindi per prendere l’iPhone alla Apple ma visto che l’avevano finito anche lì, ho speso il budget per tutto quello che ho elencato sopra